Domenica 27 Maggio 2007
...in cantina!!!
CANTINE APERTE
2007
E’ stata un’edizione particolarmente felice quella svoltasi presso l’azienda Bonotto delle Tezze il 27 maggio.
Le condizioni meteorologiche incerte nella prima parte della giornata e decisamente avverse nel pomeriggio non hanno tenuto lontani i veri appassionati enoturisti interessati dal programma proposto. L’affitto di una tensiostruttura ha reso poi più agevole l’accoglienza degli ospiti e lo svolgimento delle degustazioni.
Il cortile si è animato già di primo mattino quando alcuni allestimenti erano ancora in corso ( Wine Photo per esempio ) sintomo di una sempre maggiore pianificazione della giornata da parte del pubblico partecipante.
Sono cresciute molto anche le richieste di informazioni e le prenotazioni ai vari eventi attraverso internet nei giorni precedenti la manifestazione.
Questo modo relativamente nuovo di interagire con l’azienda ha notevolmente facilitato la gestione dei vari eventi oltre, ovviamente, al tavolo informativo presente all’ingresso e magistralmente gestito da Gabriella e Maddalena.
Il vino dell’azienda è stato il protagonista principale in un suggestivo itinerario nella vecchia bottaia. I vini in degustazione sono stati suddivisi per tipologia e proposti da tre simpatici sommelier, Emanuela, Massimo e Tiziano che hanno saputo gestire con maestria anche le situazioni più difficili (per esempio le diverse temperature di assaggio di tipologie di vino che andavano dal frizzante al passito ).
E’ stata l’occasione per incontrare le nuove annate dei vari Potestà, Novalis, Barabane, ecc.. che, dopo un affinamento in bottiglia di quasi tre mesi cominciano ad esprimere appieno la propria potenzialità.
Nella stanza attigua la protagonista era l’oca con i prodotti di Manuela Tessari dell’agriturismo Mondragon di Tarzo(TV).
Nel corridoio tra le austere pareti delle vasche di cemento decorate con allegre ochette di pane appese ai preleva campioni, erano stati ricavati una trentina di posti a sedere per gli assaggi guidati. Crostino con petto d’oca affumicato, crostino con patè di fegato d’oca, crostino con agrodolce di fattoria e fettina di coscetta di oca con pitina e salsa di sambuco erano le proposte in abbinamento al Raboso Ribelle Frizzante 2006 e al “paron de casa” Potestà Raboso del Piave DOC 2003 abilmente serviti e presentati dal sommelier Ezio. La scelta di abbinare i sapori dell’oca alle caratteristiche dei vini scelti non è stata ovviamente casuale ma si basava sulla freschezza e vivacità leggermente asprigna del Ribelle, abbinato ai due crostini, come sulla struttura e complessità aromatica del Potestà per contrastare affumicatura e salsa di sambuco.
Tutte le degustazioni proposte hanno visto il completo esaurimento dei posti a disposizione a tal punto da doverne prevedere di ulteriori e dobbiamo dire che questo si è puntualmente verificato anche nelle altre sezioni.
All’aperto, protetto da una grande tenda, era invece ricavato lo spazio dedicato ai formaggi di Hansi Baumgartner, presentati con la solita sensibilità e professionalità da Franco De Pieri.
In questo caso i tavoli e le sedie per i partecipanti erano stati distribuiti in un modo un po’ casuale a mò di vecchia osteria trevigiana, in modo da creare un atmosfera più favorevole a un continuo confronto tra pubblico ed “esperto” come puntualmente si è verificato. Certamente non capita spesso di degustare delle autentiche rarità come, barba d’orso caprina, cruscato, fiorile, kloaznkas e doppia muffa per cui le domande e le osservazioni non sono mancate.
L’abbinamento, sempre proposto dal sommelier Ezio, è stato con l’Oseada Chardonnay IGT 2004, scelto per dimostrare come anche i nostri terreni siano in grado di garantire dei vini bianchi che negli anni possono manifestare insospettate complessità olfattive frutto di una completa maturità e supportate da un’assoluta integrità. Certamente la particolare intensità di gusto dei formaggi proposti non era facile da “supportare” ma possiamo dire che in questo caso vino e cibo si siano esaltati a vicenda.
Nella piccola sala al primo piano sopra il punto vendita si sono invece svolte le degustazioni in anteprima del Distillato di Raboso Passito dell’azienda, vendemmia 2005,prodotto dalla Distilleria Bonaventura Maschio, condotte dall’autore di questa eccellenza, l’enologo Mastro Distillatore Stefano Baseotto.
Per gli intervenuti è stata l’occasione, al di là di aver potuto cogliere in degustazione a confronto le peculiarità di grappa e di distillato d’uva, per compiere un breve ma intenso viaggio nel mondo dei “superalcolici” con importanti nozioni per poterli in seguito assaporare con maggior cognizione di causa e per avere anche notizie pratiche sui modi di conservazione, sulle temperature di servizio, su eventuali abbinamenti ecc…
Sono poi state proiettate immagini sulle varie fasi della produzione e, in particolare, sulla cernita dei grappoli di Raboso del Piave della Bonotto delle Tezze e sui successivi delicati mesi dell’appassimento, periodo fondamentale per ottenere alla fine un’uva appassita perfettamente integra e sana.
Si sa che se questo è importante per il Vino Passito lo è ancora di più per il Distillato. Infatti presenze anche minime di muffe o di batteri possono portare a evidenziare in fase di distillazione alterazioni aromatiche non gradite che possono rovinare tutto il prodotto. La distillazione evidenzia infatti l’essenza stessa della materia prima fornendo sentenze senza appello in caso di qualsiasi tipo di alterazione.
Sotto il diluvio si è svolta nel tardo pomeriggio la cerimonia della “Spaccata” che in realtà è l’apertura secondo i sacri crismi dei mastri bottai del caratello in cui nello scorso autunno erano state messe in affinamento alcune forme di formaggio su vinacce fresche di Raboso del Piave.
Su un vecchio carro trainato da una pariglia di uomini, Toni e Carlo, resi molto più simili, data la pioggia torrenziale, a due razot (tipica immagine locale dell’anatra maschio quando esce dall’acqua) che a due regali buoi di razza Piave di antica tradizione, ha fatto il suo frettoloso ingresso nel cortile la piccola botte.
A quel punto alcuni sapienti colpi del decano mastro bottaio Primo Tarzariol, che per l’occasione inzuppato d’acqua aveva raggiunto il suo peso record di 48 kg, hanno fatto saltare i cerchi di tenuta contribuendo alla apertura del fondo superiore che ci ha consentito di “ liberare ” il formaggio dalla sua violacea e inebriante prigionia.
I profumi e la fragranza delle vinacce di Raboso del Piave, che sembravano fresche come appena torchiate si mescolavano nell’aria ai sentori più sapidi e piccanti del formaggio.
Lo stesso, pulito dalle ultime bucce, è stato sottoposto a degustazione preventiva da Franco De Pieri il quale, come una sorta di uomo Del Monte di televisiva memoria, ha dato l’ok per il taglio delle forme. A quel punto una puntina del “formajo imbriago” appena nato e un’ombra di Cabernet del Piave sono stati il premio per i visitatori che avevano sfidato anche il temporale per giungere fino a Tezze.
Tutti i locali delle cantine sono stati interessati da questa particolare giornata di festa. La struttura nuova ha ospitato due importanti momenti.
In primis l’esposizione delle foto di Wine Photo, concorso fotografico internazionale che si svolge ogni anno a fine giugno a Mogliano Veneto.
Il giovane fotografo moglianese Diego Orlando ha fatto un vero regalo portando all’attenzione del pubblico e illustrando decine di foto con formati di tutto rispetto, in qualche modo legate al mondo del vino.
Particolarmente gradite, chissà perché, quelle in cui il vino si collegava a momenti di gioia e allegria, magari associate ad immagini di giovani e per nulla sgradevoli fanciulle.
Ma certo questa descrizione non rende merito invece alla incredibile complessità del messaggio che le immagini sapevano trasmettere. Anche per gli addetti ai lavori, per chi fra tini, tappi e bottiglie passa tutta la sua vita, è stata grande la sorpresa nel vedere come immagini che si sono incontrate mille volte nel lavoro possono essere viste con altri occhi e trasformate in opere d’arte.
Il fascino di queste stupende foto accompagnava poi il visitatore a incontrare la tecnologia più moderna della vinificazione Eureka.
In questo angolo il titolare Signor Paolo Gentili, i tecnici e i progettisti hanno incontrato nel corso della giornata decine di appassionati, ma anche di enologi e cantinieri, che volevano approfondire la conoscenza di questo sistema innovativo di gestione della macerazione in fase di fermentazione che coniuga i principi base della secolare sapienza enologica dell’uomo, con le ultime performances che la tecnologia mette a disposizione.
Nei giorni precedenti era stata pigiata dell’uva (uva da tavola proveniente ovviamente dall’altro emisfero) e si era ottenuta una fermentazione in un micro maceratore in modo da far meglio capire il processo reale. La proiezione di un dvd aiutava poi anche i profani a una maggior comprensione.
Il granaio sovrastante le vecchie cantine, nel periodo autunno-invernale utilizzato come fruttaio per l’appassimento delle uve è stato adottato dall’artista “razza Piave” Claudia Buttignol che ha proposto una serie di espressioni della sua arte perfettamente integrate con l’ambiente che le ospitava.
In questa esposizione intitolata “Verde Rame” proprio per evidenziare il legame di ispirazione con il mondo della vite e del vino, le opere d’arte si sono inserite negli spazi in maniera assolutamente naturale, facendo percepire quasi la sensazione che lì fossero nate e non solo esposte.
La Professoressa Lorena Gava nella sua presentazione del lavoro ha voluto rimarcare questo concetto interpretando il sentimento di Claudia che invece si è limitata ad un saluto lasciando la sua comunicazione ai tanti stimoli, alle tante emozioni che i suoi pezzi sapevano trasmettere.
Ricordiamo che in questi giorni, nell’ambito delle manifestazioni collaterali alla Biennale di Venezia Claudia è presente allo Spazio Thetis, al Castello dell’Arsenale e questo dimostra ancora di più la qualità e lo spessore della sua arte.
Eccoci quindi alla fine di questa breve ma intensa descrizione degli eventi che si sono succeduti nella giornata di Cantine Aperte 2007 e credo ci sia lo spazio per alcuni commenti.
La prima cosa che viene in mente è la soddisfazione nel vedere come sempre più aziende del territorio si stiano avvicinando al Movimento Turismo del Vino e alla giornata di Cantine Aperte in particolare.
Quando siamo partiti noi alcuni anni fa eravamo gli unici e la zona non sapeva trasmettere sufficiente appeal se confrontata, per esempio, con le più blasonate vigne del vicino Friuli, dove si convogliavano per la maggior parte le comitive di enoturisti che oggi preferiremmo chiamare enoappassionati o enoamatori.
Quest’anno già nel piccolo paese di Tezze erano tre le cantine che hanno aderito all’iniziativa con proposte diverse tra loro ma comunque sinergiche.
Si sta sviluppando quindi un sentimento diffuso per cui sempre più il viticoltore e la cantina, utilizzando nel proprio lavoro la terra e i prodotti che da questa derivano si sentano sempre più in dovere di condividerne i frutti con tutte le persone che questi stessi territori vivono e amano nel profondo.
Un altro commento riguarda l’immensa ricchezza di espressioni che queste terre sanno esprimere, al di la del vino, e in cui la creatività e l’intuizione dell’uomo risultano veri artefici del risultato. Sono diversi i percorsi, c’è la coltivazione o l’allevamento, la trasformazione o l’affinamento, oppure si tratta di produzioni più prettamente artigianali o addirittura artistiche, ma il comun denominatore è la capacità di far esprimere attraverso un percorso assolutamente personale e unico le diverse potenzialità che queste terre manifestano.
Per concludere un pensiero alle tante persone che abbiamo incontrato in questa giornata e a cui speriamo di avere trasmesso sensazioni positive e, soprattutto, a tutte quelle che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento con entusiasmo e buona volontà come, cito per tutte, Olivier, che si è sciroppato con famiglia al seguito milletrecento chilometri in tre giorni per dare il suo prezioso contributo.
Grazie per l’attenzione e a presto.
Antonio Bonotto
| Alcune foto dell'edizione 2006 |
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