Bonotto delle Tezze Blog & News

giovedì 28 febbraio 2008

"ROSSO IN STRADA" CON I VINI DEL PIAVE

Roncade, sabato 8 e domenica 9 marzo 2008

I vini del Piave protagonisti di una "due giorni" all'insegna del gusto, e di un intero mese dedicato alle degustazioni nei ristoranti della Marca. La Città di Roncade ha, infatti, organizzato "Rosso in Strada", rassegna dei Vini rossi del Piave che avrà il suo momento clou domenica 9 marzo, per tutta la giornata, con la mostra mercato che si terrà tra le strade e le piazze di Roncade e che sarà affiancata da "Radicchio Verdon", altra importante mostra mercato che la promozione territoriale del comune trevigiano ha ben pensato di affiancare alla promozione dei vini del Piave.

Così domenica 9 marzo, dalle 9 al tramonto, uno stand del Consorzio Tutela Vini del Piave e della Strada dei Vini del Piave, offrirà degustazioni (grazie ai Sommeliers dell'AIS) e promuoverà la vendita dei vini dei Soci tra le numerose varietà di prodotti tipici locali, primi tra tutti, appunto, il "Radicchio Verdon", che sarà possibile acquistare e degustare a Roncade per tutta la giornata.

Collegata alla manifestazione, anche la prima selezione del "Miglior Cabernet" che la FISAR gestirà per conto del Comune di Roncade, selezionando tra i vini in mostra il più significativo Cabernet (Franc o Sauvignon, DOC o IGT) che i produttori avranno iscritto alla Selezione (per regolamento: Ufficio promozione del territorio della Città di Roncade: 0422.846210).
La manifestazione di domenica sarà impreziosita da punti di ristoro, piatti a base di radicchio Verdon offerti dai ristoratori e, alle 16, dal concerto di musiche popolari de "I Toca Mi" - gruppo di studio e ricerca della cultura tradizionale popolare - offerto dalla Strada dei Vini del Piave, sempre alla ricerca di mantenere la sua promessa di accogliere gli enoturisti con "un fiume di emozioni", come recita il suo headline.

La giornata di domenica avrà anche un prezioso preludio sabato 8 marzo, quando il Castello Ciani Bassetti di Roncade aprirà le sue porte (alle 16,30) al convegno "Tradizione e sviluppo futuro delle colture locali", cui parteciperanno il sindaco di Roncade Simonetta Rubinato, il vice-presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, il presidente della CCIAA di Treviso Federico Tessari, il vicepresidente del Consorzio Tutela vini del Piave Antonio Bonotto, il presidente del Credito Cooperativo di Monastier e Sile, Claudio Bin.
Tra gli interventi del convegno, che sarà moderato da Marina Grasso, si segnalano le presenze di Paolo Sambo, dell’Università degli Studi di Padova, di Giampiero Rorato, giornalista enogastronomico, di Isabella Spagnolo, dell’Azienda Iris Vigneti e di Dina Rocca Guerra, dell’Hotel - ristorante Villa Braida: due donne imprenditrici del settore di riferimento della manifestazione, ospiti “di riguardo” nella giornata dedicata alla Donna.

Ma “Radicchio Verdon” e “Rosso in Strada” sono anche presenti, per tutto il mese di marzo, nei vari ristoranti dell’area roncadese, secondo un calendario consultabile nel sito http://www.comune.roncade.tv.it/

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mercoledì 13 febbraio 2008

I Grappoli del Veneto, del Trentino e dell'Alto Adige

Sabato 16 febbraio 2008 si svolgerà a Verona,
PALAZZO DELLA GRAN GUARDIA - PIAZZA BRA
il più significativo evento dell'anno organizzato dall'AIS del Veneto in collaborazione con l'AIS del Trentino e l'AIS dell'Alto Adige.

231 aziende, premiate nella guida DUEMILAVINI 2008, presentano i loro vini dalle ore 10.00 alle ore 20.00.
Degustazioni libere e guidate da produttori e sommeliers. Degustazione di prodotti gastronomici tipici.

Degustazioni libere e guidate da produttori e sommeliers.
Degustazione di prodotti gastronomici tipici.

Entrata Euro 20,00 e bicchiere degustazione. Informazioni AIS Veneto http://www.aisveneto.it/ (disponibilità di bus navetta dai parcheggi dello Stadio Bentegodi , uscita Verona Nord)

La nostra azienda sarà presente con i due vini premiati con 4 grappoli:

> Piave Raboso La Potestà 2003
> Raboso Passito IGT 2005

Vi aspettiamo!

Tutte le informazioni sul sito di AIS VENETO

martedì 12 febbraio 2008

Primi risultati della zonazione dell'area DOC Piave

Rivelano realta' aziendali di altissimo profilo e il valore di terreni e vitigni diversificati.

L’Enoteca Regionale di Conegliano ha ospitato, lunedì 11 febbraio 2008, il convegno “La conoscenza per la qualità, la zonazione dell’area DOC Piave”, indetto da Veneto Agricoltura e dal Consorzio Tutela Vini del Piave per mettere a fuoco obiettivi raggiunti e raggiungibili ad un anno dall’inizio della zonazione della Doc Piave, avviata nel 2007 dal suddetto Consorzio grazie al determinante sostegno di Veneto Agricoltura.

Lo stato di avanzamento dei lavori di zonazione sono stati illustrati da Diego Tomasi - ricercatore dell’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano che sta concretamente seguendo il progetto – mentre Stefano Soligo (del Centro Regionale per la Viticoltura, l’Enologia e la Grappa di Veneto Agricoltura), ha presentato i risultati delle prime microvinificazioni di uve Pinot Grigio, Chardonnay e Carmenere provenienti da aree diverse della zona Piave.

E sono risultati davvero interessanti per il futuro ma anche confortanti per il presente, quelli che Diego Tomasi ha esposto come di seguito sinteticamente elencato. Tomasi ha infatti spiegato che in questo primo anno di lavori sono state individuate all'interno della vasta area della Doc Piave 10 sottozone omogenee per clima e suolo, portanto l'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano - per il quale egli dirige la ricerca - ad individuare 130 vigneti che saranno monitorati fino al 2010 (la zonazione avrà, infatti, durata quadriennale). E' quindi iniziato lo studio sia dell'interazione tra vitigno e ambiente, sia delle varietà e delle forme d'allevamento adottate nell'area, sia della valorizzazione degli autoctoni (Manzoni Bianco, Verduzzo Trevigiano e Raboso Piave): tre temi il cui studio ha già permesso di acquisire importanti informazioni.
Interessanti, infatti, le informazioni sul rapporto suolo/vitigno, che ha evidenziato come il vitigno Merlot prediliga i suoi pesanti (argilla), mentre il Raboso e il Carmenere trovano un felice habitat in terreni più sciolti e sassosi.
Altre rilevazioni permettono di presupporre che il terreno calcareo possa esaltare le note aromatiche, come riscontrato soprattutto nel Manzoni (ma saranno le statistiche collezionate negli anni futuri a sancire la validità di questa ipotesi). I rapporti tra quantità di uva prodotta (rese per ettaro) e i valori assoluti dei vini ottenuti nelle diverse forme di allevamento dei vigneti, confermano l'idoneità delle scelte compiute negli ultimi anni nelle forme d'allevamento dei vigneti, come l'abbandono delle "Bellussere" che hanno "fatto" la storia della viticoltura del Piave con le loro grandi rese e l'adozione sempre più diffusa dei sistemi Sylvoz e Guyot e del moderno sistema a doppia cortina (GDC).
Per ottenere i migliori risultati in un'area così vasta ed eterogenea, ha sottolineato Tomasi, sarà poi indispensabile stare molto attenti all'individuazione del periodo più opportuno per la vendemmia, che andrà effettuata senza avere fretta perché l'ottimale maturazione delle uve renderà esponenzialmente migliore il vino da esse ottenuto. Ma quello che secondo Tomasi è stato il dato più importante rilevato, è sicuramente la diffusione di alte professionalità e di moderne imprenditorialità nell'area Doc Piave.
Entrare nei vigneti e nelle aziende della Doc Piave gli ha permesso infatti di conoscere realtà aziendali che ha definito sorprendenti, in cui la passione per il territorio si sposa perfettamente con le più moderne e funzionali tecniche di campagna e di cantina.

Pierclaudio De Martin, presidente del Consorzio Tutela Vini del Piave, ha sottolineato come “I vignaioli del Piave si sono sempre dimostrati molto attenti e ricettivi nei confronti di questo progetto che sta fornendo loro utili informazioni circa la gestione agronomica dei vigneti e che sta anche proponendo razionali piani di coltivazione, a tutto vantaggio dell’intera filiera e della valorizzazione del prodotto. Ma uno studio, si sa, è solo una teoria, se non ci sono uomini che gli offrono delle gambe per farlo camminare sul terreno della pratica. E dopo aver visto "finire nei cassetti" di tanti accademici molti studi elaboratissimi ed altrettanto costosi, non nascondo di essere stato - da principio - molto scettico verso la Zonazione che è un'operazione molto costosa e finanziata dalla Regione Veneto al 70%. Da presidente avevo paura ad investire quell'ingente 30% in uno studio che sospettavo potesse rivelarsi infruttifero. Ma dopo i primi risultati e dopo aver constatato che i nostri produttori stanno mettendo a disposizione della zonazione sia le energie sia il coraggio per adottare le soluzioni migliori che lo studio sta suggerendo, penso di poter stare sereno sull'utilità di questa operazione.

Occorrerà qualche anno, prima di notare risultati significativi, ma intanto l’area Piave – che si connota per il grande frazionamento agrario delle sue colture – si sta dimostrando una squadra sempre più coesa e determinata a ragionare e a lavorare insieme per coordinare progetti di reale sviluppo
”.

La zonazione dell’area Doc Piave è quindi percepita dai produttori del Piave come una grande opportunità non solo per l’ambito prettamente vitivinicolo che sta principalmente studiando, ma per l’intero “sistema territorio”, che i produttori stessi si stanno impegnano a perfezionare anche attraverso la grande vitalità impressa alla Strada dei Vini del Piave. Come ha sottolineato ancora De Martin: “Oltre ad essere impegnato a proseguire l’approfondita analisi delle caratteristiche podologiche e bioclimatiche degli agro-sistemi viticoli della Doc, il Consorzio Tutela Vini del Piave è anche consapevole che la zonazione non è solo uno strumento tecnico, bensì un progetto che può essere utilmente declinato a favore della valorizzazione delle peculiarità del nostro territorio, quindi fondamentale per l’intero comprensorio. Per non rendere fine a se stessa questa importante esperienza e per capitalizzarla, quindi, a favore dell’intera area Piave, stiamo anche cercando di coinvolgere in modo trasversale tutti i diversi protagonisti della stessa attraverso una sempre maggior divulgazione della zonazione e dei suoi risultati”. “Per questo – ha annunciato il presidente - il nostro Consorzio è fortemente motivato ad ampliare e ad approfondire le attività di comunicazione degli esiti acquisiti e degli sviluppi futuri che la zonazione potrà avere. Attività che potrà da un lato promuovere un sempre maggior senso di partecipazione e di condivisione al lavoro in svolgimento e dall’altro garantire allo stesso continuità anche dopo la conclusione del progetto, affinché la zonazione diventi una sorta di “forum” aperto sul territorio, in grado di aggiornarsi continuamente e di fornire nuovi stimoli alla gestione dell’area in senso lato”.

Gli ha fatto eco Corrado Callegari, Amministrazione di Veneto Agricoltura, sostenendo che “Veneto Agricoltura e la Regione Veneto si sono molto impegnate, in questi ultimi anni, con risorse economiche e uomini per promuovere e sostenere i progetti di zonazione viticola, convinto che sia uno dei migliori strumenti per valorizzare ed alzare la qualità della viticoltura veneta e quindi renderla sempre più competitiva sui mercati, soprattutto esteri. Questo sforzo deve trovare convinti soprattutto i produttori vitivinicoli delle aree coinvolte nei progetti. Perché sono loro, insieme alle loro organizzazioni, che sono lo strumento operativo dell’applicazione della zonazione nel territorio. Sono solo loro che possono trasformare dei dati sperimentali in efficaci scelte aziendali”.

Al convegno, che ha visto tra il pubblico numerose Autorità - tra le quali il vicepresidente della Provincia di Treviso Floriano Zambon e l'Assessore Provinciale all'Agricoltura Marco Prosdocimo - ha partecipato anche il Vice Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, che poco più di un anno fa ha annunciato l’avvio di questo importante ed articolato studio nell’area Doc Piave. Secondo Zaia “La zonazione è certamente la più avanzata attività di miglioramento e valorizzazione della aree vitate, il più significativo biglietto da visita per un territorio enologico. Ma è anche un vero e proprio atto di coraggio da parte dei produttori, capaci di mettersi in discussione per seguire le linee dettate da questo studio, volto ad ottimizzare l’enologia di ogni specifico territorio. Credo fortemente, poi, che la zonazione sia il vero futuro del vino: è stata alla base di successo di molti vini ed aree vitate francesi, italiane ed internazionali ed anche la Doc Piave ha già tratto alcuni significative indicazioni per la valorizzazione dei suoi vini e del suo territorio. Perché la zonazione coinvolge a 360° l’intera area, non solo l’aspetto vitivinicolo: si tratta di valorizzare Storia e paesaggi, arte e valori umani, tipicità e qualità a tuttotondo, insomma”. Il suo intervento, in giornate fitte di dichiarazioni e di eventi sul tema della Riserva del Nome per il Prosecco, ha avviato un vivace dibattito tra i relatori e la sala, nella quale era presente anche Giancarlo Vettorello, direttore del Consorzio Tutela del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Doc.

Il convegno si è concluso portando nuovamente la discussione sui vini Piave Doc con l'illustrazione dei risultati delle prime microvinificazioni provenienti dalle diverse aree zonate: è stato Stefano Soligo, del Centro Regionale per la Viticoltura, l'Enologia e la Grappa di Veneto Agricoltura ad introdurre teoricamente alla degustazione dei primi vini realizzati con il monitoraggio continuo degli studi di zonazione. E se è ancora troppo presto per valutare i forti sentori erbacei dei Carmenere, la fragranze di Pinot Grigio e Manzoni Bianco si sono fatte sentire ed apprezzare dal numeroso pubblico presente.

A cura del
Consorzio Tutela Vini del Piave D.O.C.
Via Toniolo, 12 - 31100 TREVISO
Tel. 0422.591277 - Fax 0422.412625
consorzio.piave@tv.camcom.it

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lunedì 4 febbraio 2008

La Strada dei vini del Piave continua a crescere

Anche le Amministrazioni Comunali veneziane di San Donà di Piave e di Noventa di Piave hanno deciso di aderire alla Strada dei Vini del Piave. Comuni che si aggiungono a quelli trevigiani di Cimadolmo, Mansuè, Oderzo, Ormelle, Roncade, Salgareda, Santa Lucia di Piave, San Polo di Piave e Vazzola che vi hanno aderito negli ultimi mesi.

S’infittisce così l’elenco dei soci della Strada, nata da circa una settantina di produttori vitivinicoli e cantine dell’area Doc Piave e riconosciuta ufficialmente dalla Regione Veneto nel maggio del 2006. Soggetti che ora si rivolgono soprattutto alle Amministrazioni Comunali per cercare l’appoggio delle istituzioni locali in un progetto di promozione della terra e della cultura del Piave - partendo dai suoi vini e dalle sue produzioni agroalimentari – capace di creare un'offerta turistica integrata che valorizzi il territorio nella sua interezza: l'identità storica, culturale, artistica, ambientale, sociale ed economica.

Oltre alle adesioni già espresse – spiega il presidente del Comitato di Gestione della Strada, Pierclaudio De Martinsono numerose le richieste d’informazioni che i Comuni attraversati dalla Strada ci stanno rivolgendo per entrare a far parte di questo nostro ambizioso progetto. E ci fa indubbiamente piacere essere riusciti a sensibilizzare i Sindaci e gli Assessori locali sui temi del turismo enogastronomico che noi vorremmo sviluppare nel segno di una moderna imprenditorialità motivata, fornendo anche supporto ai soci membri sul piano tecnico ed informativo, oltre che con le iniziative promozionali coordinate: il sostegno delle Amministrazioni Comunali, in questo senso, sarà sicuramente prezioso”.

Tra i numerosi progetti a breve termine cui la Strada dei Vini del Piave sta lavorando, si segnalano una calendario di incontri formativi rivolto ai propri soci con i più autorevoli docenti di varie materie che a diverso titolo riguardano chi si rivolge al mondo dell'enoturismo, ma anche un cartellone di concerti e spettacoli nelle cantine che animerà la Strada durante la prossima estate, per poter offrire agli enoturisti locali e non quel "fiume di emozioni" che il suo headline propone.
E intanto è anche on line il nuovo sito http://www.stradavinidelpiave.com/. Perché la Strada dei Vini del Piave continua a crescere e non solo numericamente ma anche e soprattutto qualitativamente.

A cura di:
Strada dei Vini del Piave
Via Toniolo, 12 - 31100 TREVISO
Tel. 0422.591277 - Fax 0422.412625
consorzio.piave@tv.camcom.it

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venerdì 1 febbraio 2008

UN ANNO DI ZONAZIONE NELLA DOC PIAVE

Un convegno a Conegliano, lunedì 11 febbraio 2008
per condividere risultati, ipotesi e progetti


> Invito (PDF)



Veneto Agricoltura ed il Consorzio Tutela Vini del Piave fanno il punto sulla zonazione della Doc Piave - iniziata esattamente un anno fa - con un convegno che si svolgerà nella nuova Enoteca Provinciale di Conegliano (presso la Scuola Enologica), lunedì 11 febbraio 2008, con inizio alle ore 10.

All'importante appuntamento, intitolato "La conoscenza per la qualità, la zonazione dell'area Doc Piave", parteciperanno anche il Vice Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e l'Amministratore di Veneto Agricoltura Corrado Callegari, oltre al presidente del Consorzio Tutela Vini del Piave, Pierclaudio De Martin. Ad illustrare studi e risultati di questo primo anno di lavoro saranno Diego Tomasi dell'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano e Stefano Soligo, del Centro Regionale per la Viticoltura, l'Enologia e la Grappa di Veneto Agricoltura a Conegliano. Al termine del convegno, sarà anche possibile degustare alcune microvinificazioni provenienti da unità paesaggio diversi e visitare il vicino Centro Regionale per la Viticoltura, l'Enologia e la Grappa, dove sono state eseguite le microvinificazioni della zonazione. "Dalla teoria alla pratica", quindi, con le degustazioni dei vini ottenuti dopo un anno di intensa attività della più avanzata attività di miglioramento e valorizzazione delle aree vitate dell'area del Piave, avviata dal Consorzio Tutela Vini del Piave Doc con il sostegno della Regione del Veneto, coordinata da Veneto Agricoltura e curato attivamente dall'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano.

Al convegno sono invitati a partecipare tutti gli operatori del settore vitivinicolo dell'area Piave per analizzare le varie fasi dell'operazione che coinvolgerà la zona anche nei prossimi tre anni, nonché gli esiti che tale studio ha raggiunto finora e quelli che intende raggiungere.

Veneto Agricoltura, l'azienda Regionale per i settori Agricolo, Forestale e Agroalimentare, è impegnata da tempo in un articolato programma di zonazione viticola delle aree Doc del Veneto. Il programma sta attuando la mappatura dei comprensori viticoli tracciando per ognuno un quadro completo di informazioni: la composizione e la conformazione dei suoli, gli aspetti climatici, il comportamento fenologico e produttivo dei vitigni, le caratteristiche sensoriali e organolettiche del vino ottenuto da ogni terroir identificato.

Il Conzorzio Tutela Vini del Piave, che crede profondamente nell'importanza della zonazione, sta attuando un'intensa campagna di informazione presso i produttori dell'area Doc Piave per far percepire diffusamente l'immagine dell'operazione e le potenzialità di accrescimento del valore del territorio che questa può indicare chiaramente. Ed è confortante la grande partecipazione di operatori che i momenti di incontro e di confronto sulla zonazione dell'area Doc Piave hanno registrato fino ad oggi: chiaro sintomo che la "crescita" dei vini del Piave passa anche per una consapevolezza diffusa del valore sia del territorio, sia una moderna imprenditorialità volta a valorizzarlo.

Va infine ricordato che l'Area Piave D.O.C. comprende nella Provincia di Treviso: l’intero territorio dei comuni di Arcade, Breda di Piave, Casale sul Sile, Cessalto, Chiarano, Cimadolmo, Codognè, Fontanelle, Godega Sant’Urbano, Gorgo al Monticano, Mareno di Piave, Maserada sul Piave, Monastier, Oderzo, Ormelle, Ponte di Piave, Ponzano Veneto, Portobuffolé, Povegliano, Roncade, Salgareda, San Biagio di Callalta, San Fior, San Polo di Piave, Santa Lucia di Piave, Spresiano, Vazzola, Zenson di Piave e in parte dei territori dei comuni di Carbonera, Casier, Gaiarine, Mansuè, Mogliano Veneto, Orsago, Preganziol, Silea, Villorba, Colle Umberto, Conegliano, Cordignano, Giavera del Montello, Montebelluna, Motta di Livenza, Nervesa della Battaglia, Paese, San Vendemiano, Susegana, Trevignano, Vittorio Veneto, Volpago del Montello. Ma si estende anche nella Provincia di Venezia sull’intero territorio dei comuni di Fossalta di Piave, Marcon, Meolo, Noventa di Piave, Quarto d’Altino, San Donà di Piave e in parte del territorio dei comuni di Venezia, Ceggia, Eraclea, Jesolo, Musile di Piave, Torre di Mosto

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