Vendemmia 2008 alla Bonotto delle Tezze
L'undici di novembre non è mai stato un giorno qualsiasi nelle campagne.
E' il giorno che segna la fine di un'annata agraria con i pensieri che a questo si accompagnano. Sentimenti diversi di soddisfazione , di preoccupazione , di giuste aspettative per il futuro. Segna anche molto spesso la scadenza di contratti un tempo di mezzadria oggi magari di affitto che potevano spesso strappare famiglie intere dalle case e dai poderi in cui avevano vissuto e faticato per generazioni.
Oggi il giorno di San Martino è stato da noi vissuto in maniera insolita e cioè vedendoci impegnati nella vendemmia del Raboso Piave.
Bella sorpresa per i collaboratori, ma la vendemmia non doveva essere finita ? Non si concludono i raccolti e con essi la campagna agraria ?
Eh no, il Raboso ha detto che per quest'anno si deve attendere, che vuole ancora sfidare le stagioni e dimostrare che non solo si conserva con perfetta sanità nonostante pioggie battenti nebbie e rugiade ma che è convinto di poter ancora accumulare sostanze preziose nelle sue bacche.
Non potevamo che assecondarlo cosìcchè oggi ci ha concesso di raccoglierne solo una parte con la promessa di lasciarlo ancora un pò in pace e di riparlarne la settimana a venire.
Per questo si vedono arrivare i carri sul cortile all'imbrunire e avvicinarsi con rispetto al giuggiolo secolare sotto i cui rami contorti inizia la pigiatura.



Adesso a Diego e Lorenzo il compito di accudirlo in cantina , mentre io e Marco continueremo a seguire l'uva rimasta nella vigna.
Ma un segno dovevamo darlo e allora tutti insieme nel campo con castagne e vino nuovo per festeggiare una vendemmia che non è ancora finita ma che ancora una volta ha dato magia al nostro lavoro e alle nostre vite.
E' il giorno che segna la fine di un'annata agraria con i pensieri che a questo si accompagnano. Sentimenti diversi di soddisfazione , di preoccupazione , di giuste aspettative per il futuro. Segna anche molto spesso la scadenza di contratti un tempo di mezzadria oggi magari di affitto che potevano spesso strappare famiglie intere dalle case e dai poderi in cui avevano vissuto e faticato per generazioni.
Oggi il giorno di San Martino è stato da noi vissuto in maniera insolita e cioè vedendoci impegnati nella vendemmia del Raboso Piave.
Bella sorpresa per i collaboratori, ma la vendemmia non doveva essere finita ? Non si concludono i raccolti e con essi la campagna agraria ?
Eh no, il Raboso ha detto che per quest'anno si deve attendere, che vuole ancora sfidare le stagioni e dimostrare che non solo si conserva con perfetta sanità nonostante pioggie battenti nebbie e rugiade ma che è convinto di poter ancora accumulare sostanze preziose nelle sue bacche.
Non potevamo che assecondarlo cosìcchè oggi ci ha concesso di raccoglierne solo una parte con la promessa di lasciarlo ancora un pò in pace e di riparlarne la settimana a venire.
Per questo si vedono arrivare i carri sul cortile all'imbrunire e avvicinarsi con rispetto al giuggiolo secolare sotto i cui rami contorti inizia la pigiatura.



Adesso a Diego e Lorenzo il compito di accudirlo in cantina , mentre io e Marco continueremo a seguire l'uva rimasta nella vigna.
Ma un segno dovevamo darlo e allora tutti insieme nel campo con castagne e vino nuovo per festeggiare una vendemmia che non è ancora finita ma che ancora una volta ha dato magia al nostro lavoro e alle nostre vite.
Etichette: I nostri vini


1 Commenti:
Alle 13 novembre 2008 11.11 ,
Max-QM ha detto...
Mitico Toni :-)
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